lunedì 18 aprile 2011

Phasmide

Lo sento respirare dietro la porta... lo sò che è li e la consapevolezza che c'è sempre stato mi sconvolge la mente.
E' sempre stato li a osservarmi, a spiarmi.
Qualunque cosa sia non è di questo mondo. Sento il suo respiro raschiante e affannato e sento la sua brama.
Stò immobile tra le ombre della mia stanza ad osservare quella porta socchiusa da cui intravedo solo altro buio, il più profondo e insondabile come i recessi della mente di un turpe folle delirante oscenità.
La porta si è mossa. Giuro su dio che l'ho vista muovere!
Sento di impazzire, il cuore potrebbe scoppiarmi eppure sono fermo inchiodato sulla mia poltrona col mio calice di vino che tremola in mano per la saturazione dei nervi.
Qualcosa stà uscendo e tasta la superfice del pavimento quasi non la riconoscesse come solida.. mi sfugge un rantolo soffocato... la cosa si ferma. Mi ha sentito.
Non sò quando il mio cuore deciderà di fermarsi ma quando succederà io gli sarò grato nell'eternità obliante che mi attende.
Eppure è colpa mia, sono io ad aver rubato quel libro dalla collezione di Micahel Welch, sono io ad aver sondato quelle scritture vergate, ora lo sò, da mano non umana in qualche abisso o cripta buia sepolta sotto le radici di qualche antica città.
Quei sapere oscuri erano entrati nella mia mente e tramite la mia consapevolezza, sppur vaga, avevano evocato qualcosa. Avevano generato un incubo terribilie, innominabile.
Ed ora era ditro a quella porta che conduce alle scale della cantina.
Si stà aprendo, lo sò... lo vedo!

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