Puoi pensare di non essere nei miei pensieri... puoi pensare che io non capisca ciò che hai dentro o che io non veda dai tuoi occhi... puoi pensare che io non capisca i tuoi sguardi.... e forse hai ragione.
Ma ciò non toglie che tu sia costantemente nei miei sogni, che ciò che mi hai detto mi aiuti a capire meglio ciò che sei o che io stia imparando a vedere. Non toglie che io cerchi di capirti in ogni modo e che nonostante ciò che pensi tu sia in me come lo è il mio sangue....
martedì 26 aprile 2011
Beltane
Giunge il Sabba che celebra la vita nella rinascita... siate grati al bocciolo in fiore poichè ricorda la Prosecuzione...
Ascoltate il fluire delle acque del disgelo poichè disseteranno le bestie assetate e le foreste indurite dal freddo...
Tendete le orecchie e sentirete la terra tremare poichè, contornato da stormi d'uccelli migratori e branchi di daini , giunge Belenos il Dio che riporta col galoppo la vita sui crinali e nelle vallate ombreggiate dall'inverno...
Non spregiatelo di banalità ma accoglietelo con un inchino poichè egli è il padre del sole e giunge con nuova vita...
Ascoltate il fluire delle acque del disgelo poichè disseteranno le bestie assetate e le foreste indurite dal freddo...
Tendete le orecchie e sentirete la terra tremare poichè, contornato da stormi d'uccelli migratori e branchi di daini , giunge Belenos il Dio che riporta col galoppo la vita sui crinali e nelle vallate ombreggiate dall'inverno...
Non spregiatelo di banalità ma accoglietelo con un inchino poichè egli è il padre del sole e giunge con nuova vita...
lunedì 25 aprile 2011
Illusio
L'emotività è uno specchio capriccioso.... i sentimenti ne sono la scia e ne seguono anche i bagordi.
Non rimane mai obiettivamente fissata nei concetti ma cangia e si libra casualmente in balia degli eventi e dei casi che la soffiano lontano dalla traiettoria che pensavamo fosse ormai fissa....
Non rimane mai obiettivamente fissata nei concetti ma cangia e si libra casualmente in balia degli eventi e dei casi che la soffiano lontano dalla traiettoria che pensavamo fosse ormai fissa....
lunedì 18 aprile 2011
Alba di Guerra
Cos'è che volete? Chiedetevelo con l'intensità del sole oppure tornate a rintanarvi nelle vostre case..
pregate se volete, sperate pure in un ottuso Dio arrogante e maniaco.
No. Io dico chiedetevi cosa volete da voi stessi e riceracate in voi la forza, poichè siete autori e guardiani della vostra vita, ma potreste divenirne i boia più spietati e feroci.
Io allora chiamo attorno a me coloro tra i più audaci, quelli più forti e saldi. Serrate i ranghi in questa vasta armata che solo gli stolti giudicano senza nome o bandiera, poichè le nostre insegne saranno i nostri giusti sogni, i nostri blasoni la Rabbia e la Ragione! Osi pure il mondo degli Altri a sbarrarci il passo. Hanno spadroneggiato sulle nostre vite per secoli interminabili, ma ora suonano i corni della guerra, la nostra Guerra che porterà il mondo nel sangue se necessario.
La nostra forza è come l'uragano, la nostra ira come le maree e i nostri dardi come i venti del nord.
Non c'è armatura che possa proteggere da noi, non c'è armata che possa rivaleggiare con le Legioni nostre.
Dunque figli dell'Uomo unitevi sotto il comune stendardo dell'autodeterminazione, perchè non c'è costrizione tecnologica, scientifica o morale che possa ver ragione di voi, non c'è adessoe non ci sarà mai finche crederete nel Dio che Voi siete.
Con me adesso! Alla guerra!!
pregate se volete, sperate pure in un ottuso Dio arrogante e maniaco.
No. Io dico chiedetevi cosa volete da voi stessi e riceracate in voi la forza, poichè siete autori e guardiani della vostra vita, ma potreste divenirne i boia più spietati e feroci.
Io allora chiamo attorno a me coloro tra i più audaci, quelli più forti e saldi. Serrate i ranghi in questa vasta armata che solo gli stolti giudicano senza nome o bandiera, poichè le nostre insegne saranno i nostri giusti sogni, i nostri blasoni la Rabbia e la Ragione! Osi pure il mondo degli Altri a sbarrarci il passo. Hanno spadroneggiato sulle nostre vite per secoli interminabili, ma ora suonano i corni della guerra, la nostra Guerra che porterà il mondo nel sangue se necessario.
La nostra forza è come l'uragano, la nostra ira come le maree e i nostri dardi come i venti del nord.
Non c'è armatura che possa proteggere da noi, non c'è armata che possa rivaleggiare con le Legioni nostre.
Dunque figli dell'Uomo unitevi sotto il comune stendardo dell'autodeterminazione, perchè non c'è costrizione tecnologica, scientifica o morale che possa ver ragione di voi, non c'è adessoe non ci sarà mai finche crederete nel Dio che Voi siete.
Con me adesso! Alla guerra!!
Phasmide
Lo sento respirare dietro la porta... lo sò che è li e la consapevolezza che c'è sempre stato mi sconvolge la mente.
E' sempre stato li a osservarmi, a spiarmi.
Qualunque cosa sia non è di questo mondo. Sento il suo respiro raschiante e affannato e sento la sua brama.
Stò immobile tra le ombre della mia stanza ad osservare quella porta socchiusa da cui intravedo solo altro buio, il più profondo e insondabile come i recessi della mente di un turpe folle delirante oscenità.
La porta si è mossa. Giuro su dio che l'ho vista muovere!
Sento di impazzire, il cuore potrebbe scoppiarmi eppure sono fermo inchiodato sulla mia poltrona col mio calice di vino che tremola in mano per la saturazione dei nervi.
Qualcosa stà uscendo e tasta la superfice del pavimento quasi non la riconoscesse come solida.. mi sfugge un rantolo soffocato... la cosa si ferma. Mi ha sentito.
Non sò quando il mio cuore deciderà di fermarsi ma quando succederà io gli sarò grato nell'eternità obliante che mi attende.
Eppure è colpa mia, sono io ad aver rubato quel libro dalla collezione di Micahel Welch, sono io ad aver sondato quelle scritture vergate, ora lo sò, da mano non umana in qualche abisso o cripta buia sepolta sotto le radici di qualche antica città.
Quei sapere oscuri erano entrati nella mia mente e tramite la mia consapevolezza, sppur vaga, avevano evocato qualcosa. Avevano generato un incubo terribilie, innominabile.
Ed ora era ditro a quella porta che conduce alle scale della cantina.
Si stà aprendo, lo sò... lo vedo!
E' sempre stato li a osservarmi, a spiarmi.
Qualunque cosa sia non è di questo mondo. Sento il suo respiro raschiante e affannato e sento la sua brama.
Stò immobile tra le ombre della mia stanza ad osservare quella porta socchiusa da cui intravedo solo altro buio, il più profondo e insondabile come i recessi della mente di un turpe folle delirante oscenità.
La porta si è mossa. Giuro su dio che l'ho vista muovere!
Sento di impazzire, il cuore potrebbe scoppiarmi eppure sono fermo inchiodato sulla mia poltrona col mio calice di vino che tremola in mano per la saturazione dei nervi.
Qualcosa stà uscendo e tasta la superfice del pavimento quasi non la riconoscesse come solida.. mi sfugge un rantolo soffocato... la cosa si ferma. Mi ha sentito.
Non sò quando il mio cuore deciderà di fermarsi ma quando succederà io gli sarò grato nell'eternità obliante che mi attende.
Eppure è colpa mia, sono io ad aver rubato quel libro dalla collezione di Micahel Welch, sono io ad aver sondato quelle scritture vergate, ora lo sò, da mano non umana in qualche abisso o cripta buia sepolta sotto le radici di qualche antica città.
Quei sapere oscuri erano entrati nella mia mente e tramite la mia consapevolezza, sppur vaga, avevano evocato qualcosa. Avevano generato un incubo terribilie, innominabile.
Ed ora era ditro a quella porta che conduce alle scale della cantina.
Si stà aprendo, lo sò... lo vedo!
Riazan
Mi sono chiesto perchè, dal momento che sò , mi sforzo di salvare ciò che resta della razza umana.
Forse nell'errore commesso migliaia di anni fa c'era comunque la manifestazione della volontà del destino. Ma "i forse" appartengono al contado. Giunge ora l'antico nemico e per quanto mi sforzi di seguire le mie visioni mi accorgo che esse divengano sempre più sfocate man mano il momento che per tutta una vita ho atteso stà per giungere.... perchè non mi viene permessa la divinazione e da chi? dalla mia stessa paura dell'ignoto magari... non lo sò.
Sò però che i signori cannibali di Mordia arrivano alle nostre porte e reclamano il tributo che io, con l'inganno, ho promesso loro.
Si dice che l'uomo nel momento di maggior pericolo riesca a liberare la propria forza e volontà, ora che milioni di uomini e donne stanno giacendo nel macello e nel massacro mi chiedo se sia vero e in cuor mio.... forse... spero di no.
Forse nell'errore commesso migliaia di anni fa c'era comunque la manifestazione della volontà del destino. Ma "i forse" appartengono al contado. Giunge ora l'antico nemico e per quanto mi sforzi di seguire le mie visioni mi accorgo che esse divengano sempre più sfocate man mano il momento che per tutta una vita ho atteso stà per giungere.... perchè non mi viene permessa la divinazione e da chi? dalla mia stessa paura dell'ignoto magari... non lo sò.
Sò però che i signori cannibali di Mordia arrivano alle nostre porte e reclamano il tributo che io, con l'inganno, ho promesso loro.
Si dice che l'uomo nel momento di maggior pericolo riesca a liberare la propria forza e volontà, ora che milioni di uomini e donne stanno giacendo nel macello e nel massacro mi chiedo se sia vero e in cuor mio.... forse... spero di no.
domenica 17 aprile 2011
I guerrieri di Titano
Giungono su vascelli che solcano i miasmi demoniaci del Chaos, fra le stelle discendono per portare la Fiamma Purificatrice, la Lancia d'Argento.. la Folgore dell'Imperatore.
Solo uno su un milione diviene l'arma vivente dell'Imperium dell'Uomo, fra le stelle dilaniate dalla guerra essi sono Dei della Guerra.
Ognuno dei loro nomi è parola di morte per i grandi demoni asserviti ai quattro folli Dei del Warp.
Nessuna pietà.... solo purezza.
Solo uno su un milione diviene l'arma vivente dell'Imperium dell'Uomo, fra le stelle dilaniate dalla guerra essi sono Dei della Guerra.
Ognuno dei loro nomi è parola di morte per i grandi demoni asserviti ai quattro folli Dei del Warp.
Nessuna pietà.... solo purezza.
mercoledì 13 aprile 2011
I giorni di Distaran
Le premonizioni degli astropati avevano preannunciato la venuta dei guerrieri del lupo e dei guerrieri di marmo.
Il proconsole castellano di Distaran aveva voltato le spalle alla santa luce del trono della terra e con arroganza si era dichiarato unico vero imperatore del sistema di Sidandium, annientando i valorosi lealisti all'Imperium.
Gorban Drech, ora imperatore del sistema di Sidandium, eliminò gli oppositori e ne massacrò le famiglie mettento i più odiati nei terribili amplificatori di dolore in voga all'inquisizione.
Dodici settimane dopo il Warp si squarciò e le ciclopiche sagome degli incrociatori Capitolari proiettrono un'ombra di terribile gloria e di cocente ira sui pianori di Iarsala, un tempo dominati dagli Adeptus Mecanicus, era il cuore della produzione su scala globale dei corazzati e delle armi pesanti degli eserciti di Drech.
Le difese planetarie sputarono un volume di fuoco che avrebbe distrutto persino una luna d'assalto Krork, ma i bastioni dei vascelli degli Astartes ressero al fuoco investendo il pianeta di bombardamenti violentissimi che ridussero in cenere il letto dei laghi e in macerie le città-fortezze di Distaran.
Annichilite le difese orbitali le navi dell'unico vero Imperatore sganciarono nell'atmosfera centinaia di capsule d'atterraggio che disegnarono scie di fiamma a causa dell'attrito con la ionosfera.
Il fuoco delle trincee e dei cannoni di terra investì le capsule, ma esse furono troppo veloci e impattarono al suolo come una pioggia di fuoco stellare scavando enormi crateri.
Quando le capsule si dischiusero ne emersero i gloriosi Ultramarine e i terribili guerrieri di Fenris che impavidi caricarono gli innumerevoli ranghi asserragliati degli eserciti di Drech.
La terra fu devastata dai bombardamenti delle colossali artiglierie e dalle armi termiche capaci di trasformare il metallo in vapore.
I grandi corazzati Testudo, vecchi di millenni, degli Astartes supportarono le cariche dei guerrieri di Ultramar e Fenris devastando le postazioni avversarie mentre nel cielo si combatteva un feroce corpo a corpo tra gli intercettori di Drech e le Thunderawk degli Space Marine.
Come Dei della guerra i due Capitoli Astartes si gettarono alla carica travolgendo e sterminando le forze di difesa planetarie e squarciando le corazze dei Leman Russ come fossero di carta. Ciò riscosse un pesante tributo ai guerrieri eterni.
Quando sul campo non rimasero che mucchi di cadaveri e carcasse accartocciate di quelli che un tempo erano carri armati, la guerra si disse sazia di morti.
Due settimane dopo Gorben Drech fu duchiarato traditore ed eretico dagli Arbites dell'Ordo Ereticus e fu arso vivo sul rogo assieme a sei milioni di persone che lo avevano osannato e sostenuto commettendo gravi crimini contro l'Imperium dell'Uomo e il suo unico Imperatore Immortale... quello assiso sul trono della Sacra Terra
Il proconsole castellano di Distaran aveva voltato le spalle alla santa luce del trono della terra e con arroganza si era dichiarato unico vero imperatore del sistema di Sidandium, annientando i valorosi lealisti all'Imperium.
Gorban Drech, ora imperatore del sistema di Sidandium, eliminò gli oppositori e ne massacrò le famiglie mettento i più odiati nei terribili amplificatori di dolore in voga all'inquisizione.
Dodici settimane dopo il Warp si squarciò e le ciclopiche sagome degli incrociatori Capitolari proiettrono un'ombra di terribile gloria e di cocente ira sui pianori di Iarsala, un tempo dominati dagli Adeptus Mecanicus, era il cuore della produzione su scala globale dei corazzati e delle armi pesanti degli eserciti di Drech.
Le difese planetarie sputarono un volume di fuoco che avrebbe distrutto persino una luna d'assalto Krork, ma i bastioni dei vascelli degli Astartes ressero al fuoco investendo il pianeta di bombardamenti violentissimi che ridussero in cenere il letto dei laghi e in macerie le città-fortezze di Distaran.
Annichilite le difese orbitali le navi dell'unico vero Imperatore sganciarono nell'atmosfera centinaia di capsule d'atterraggio che disegnarono scie di fiamma a causa dell'attrito con la ionosfera.
Il fuoco delle trincee e dei cannoni di terra investì le capsule, ma esse furono troppo veloci e impattarono al suolo come una pioggia di fuoco stellare scavando enormi crateri.
Quando le capsule si dischiusero ne emersero i gloriosi Ultramarine e i terribili guerrieri di Fenris che impavidi caricarono gli innumerevoli ranghi asserragliati degli eserciti di Drech.
La terra fu devastata dai bombardamenti delle colossali artiglierie e dalle armi termiche capaci di trasformare il metallo in vapore.
I grandi corazzati Testudo, vecchi di millenni, degli Astartes supportarono le cariche dei guerrieri di Ultramar e Fenris devastando le postazioni avversarie mentre nel cielo si combatteva un feroce corpo a corpo tra gli intercettori di Drech e le Thunderawk degli Space Marine.
Come Dei della guerra i due Capitoli Astartes si gettarono alla carica travolgendo e sterminando le forze di difesa planetarie e squarciando le corazze dei Leman Russ come fossero di carta. Ciò riscosse un pesante tributo ai guerrieri eterni.
Quando sul campo non rimasero che mucchi di cadaveri e carcasse accartocciate di quelli che un tempo erano carri armati, la guerra si disse sazia di morti.
Due settimane dopo Gorben Drech fu duchiarato traditore ed eretico dagli Arbites dell'Ordo Ereticus e fu arso vivo sul rogo assieme a sei milioni di persone che lo avevano osannato e sostenuto commettendo gravi crimini contro l'Imperium dell'Uomo e il suo unico Imperatore Immortale... quello assiso sul trono della Sacra Terra
martedì 12 aprile 2011
13 maggio 2008
Stò seduto su questo aspro sperone di roccioso in riva ad un mare calmo...
Le onde scorrono e si infrangono sulle pietre creando una musica nota solo agli ascoltatori più attenti.
Davanti a me si stende il lungomare con la sua melanconica quiete.
Sono seduto vicino ad un pino marittimo che sà di antico. Il tronco contorto è spezzato e piegato dai secoli e dal vento.
Le sue radici sono riuscite a far breccia nella pietra e come ponti di una fantastica città circondano e abbracciano la roccia penetrandovi in profondità.
Il sole va morendo ormai... già invisibileoltre le chiare nuvole tinte d'arancio e ocra.
le sagome grige di isole lontane sembrano titanici vascelli di strane Ere alla deriva in un mare che ormai le ha dimenticate.
Vedo anche i tetti e le mura della mia città e al di là di essi, ancor più fosche e lontane, le enormi sagome dei monti.
Vado chiedendomi il costrutto di tutto ciò..... il formicolio delle strade piene di persone afflitte dalla malattia del tempo sfuggentee oberata di pensieri che non riguardano il loro vero io.... non si chiedono più neanche dove esso sia.... perduto, sepolto sotto una vita di oggetti inutili e false speranze...
Ma io chi sono per giudicare... nessuno. Difatti vien fatto di lottare contro il giudice spesso cieco che alberga in noi tirannico, ma d'altronde si parla della vita... l'unica a mio parere che abbiamo da vivere... e mi chiedo se troverò mai la forza di sganciare gli ormeggi fumanti che ci incatenano e ci lasciano marcire in un porto da cui è impossibile ripartire,
Le onde scorrono e si infrangono sulle pietre creando una musica nota solo agli ascoltatori più attenti.
Davanti a me si stende il lungomare con la sua melanconica quiete.
Sono seduto vicino ad un pino marittimo che sà di antico. Il tronco contorto è spezzato e piegato dai secoli e dal vento.
Le sue radici sono riuscite a far breccia nella pietra e come ponti di una fantastica città circondano e abbracciano la roccia penetrandovi in profondità.
Il sole va morendo ormai... già invisibileoltre le chiare nuvole tinte d'arancio e ocra.
le sagome grige di isole lontane sembrano titanici vascelli di strane Ere alla deriva in un mare che ormai le ha dimenticate.
Vedo anche i tetti e le mura della mia città e al di là di essi, ancor più fosche e lontane, le enormi sagome dei monti.
Vado chiedendomi il costrutto di tutto ciò..... il formicolio delle strade piene di persone afflitte dalla malattia del tempo sfuggentee oberata di pensieri che non riguardano il loro vero io.... non si chiedono più neanche dove esso sia.... perduto, sepolto sotto una vita di oggetti inutili e false speranze...
Ma io chi sono per giudicare... nessuno. Difatti vien fatto di lottare contro il giudice spesso cieco che alberga in noi tirannico, ma d'altronde si parla della vita... l'unica a mio parere che abbiamo da vivere... e mi chiedo se troverò mai la forza di sganciare gli ormeggi fumanti che ci incatenano e ci lasciano marcire in un porto da cui è impossibile ripartire,
H.P. Lovecraft
"... il sentimento più forte e più antico dell'animo umano è la paura, e la paura più grande è quella dell'ignoto..."
Voci... sussurri dall'altrove...
Maniacali gesta di demoni incompresi si susseguono quotidianamente raggelando i colori della frustrazione in aurore carminie per poi essere spazzati via dagli spiriti onirici della veglia senza la veglia.... il sonno.
Che fare dunque? continuare a tinteggiare questo cielo ,sempre meno nostro, delle nostre paure oppure disseppellire le lame e le scuri, le armi e gli elmi e riunirsi a Legione, marciare innanzi ai palazzi di vetro opacizzato da effluvi malsani di falsi dei e idoli? Annichilire la presunzione di uomini e mondi per riuscire a scavare un triangolo a ritaglio nostro... nostro e di nessun altro.
Sento gli strigidi divorarsi con le Arpie sulle carcasse rognose dei nostri sogni d'infanzia e per quanto la mia mano stringa il ferale acciaio non vedo Fratello o Mente disposta a schierarsi mentre orde vacillanti come ridicoli e scoordinati pendoli di cadaveri uggiolanti e gementi mi si fanno incontro sbavando orride imitazioni di sorrisi che colano come le loro facce di cera.....
Allora mi faccio scudo con la Possente Rabbia e di Gloriosa Ira e marcio sui cementi di molte civiltà, sovrapposte nella rovina del tempo le une sulle altre... rinsecchite e sbiancate come le ossa al sole nero del Grande Deserto... le stesse ossa che a tempo loro strinsero il ferale acciaio... prima di essere travolti e ritrovarsi a mordere la terra di grani di cenere.
Oscillo adesso tra i gas multicolori delle galassie in formazione mentre in lontananza rintocca ed echeggia nello spazio senza spazio la più murina delle campane... quella della Rovina.....
Che fare dunque? continuare a tinteggiare questo cielo ,sempre meno nostro, delle nostre paure oppure disseppellire le lame e le scuri, le armi e gli elmi e riunirsi a Legione, marciare innanzi ai palazzi di vetro opacizzato da effluvi malsani di falsi dei e idoli? Annichilire la presunzione di uomini e mondi per riuscire a scavare un triangolo a ritaglio nostro... nostro e di nessun altro.
Sento gli strigidi divorarsi con le Arpie sulle carcasse rognose dei nostri sogni d'infanzia e per quanto la mia mano stringa il ferale acciaio non vedo Fratello o Mente disposta a schierarsi mentre orde vacillanti come ridicoli e scoordinati pendoli di cadaveri uggiolanti e gementi mi si fanno incontro sbavando orride imitazioni di sorrisi che colano come le loro facce di cera.....
Allora mi faccio scudo con la Possente Rabbia e di Gloriosa Ira e marcio sui cementi di molte civiltà, sovrapposte nella rovina del tempo le une sulle altre... rinsecchite e sbiancate come le ossa al sole nero del Grande Deserto... le stesse ossa che a tempo loro strinsero il ferale acciaio... prima di essere travolti e ritrovarsi a mordere la terra di grani di cenere.
Oscillo adesso tra i gas multicolori delle galassie in formazione mentre in lontananza rintocca ed echeggia nello spazio senza spazio la più murina delle campane... quella della Rovina.....
Iscriviti a:
Commenti (Atom)


